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ALLA
SCOPERTA DELLA VAL VARAITA
La val
Varaita ha inizio da Verzuolo, borgo prossimo a Saluzzo. circondato da
frutteti, sulle colline attorno al quale sono presenti preziose
incisioni rupestri (preistoriche e medioevali), custodite gelosamente
dal bosco di latifoglie.
Superati i paesi di Venasca e Brossasco, noto per l'artigianato del
legno, si può abbandonare la strada di fondovalle per compiere
un'interessante digressione: una comoda carrozzabile sale fino al
Santuario di Valmala (m.1379), interessante complesso religioso in
prossimità del quale è consentito compiere qualche peccato di gola,
assaporando la deliziosa polenta concia (condita con burro ambrato e
panna, completamente diversa dalla più nota variante
"valdostana"); dal Santuario, seguendo una stretta strada
asfaltata, si può salire ancora fino al colle della Ciabra e da
quest'ultimo, con breve camminata, alla vetta del Roccerè (m.1831),
caratterizzata dalla presenza di numerosissime incisioni coppelliformi
(descritte per la prima volta soltanto nel 1991 da Riccardo Baldi su
Novel Temp).
Tornati nella valle principale, s'incontra subilto Melle, piccola
borgata conosciuta soprattutto per il "tumin dal mel", un
formaggio tipico che si consuma fresco e che è componente fondamentale
delle "ravioles", piatto caratteristico della val Varaita.
Proseguendo si supera Frassino, paese che fu gravemente danneggiato
molti anni fa da una spaventosa valanga che rovinò dal monte Ricordone,
e quindi si giunge a Sampeyre, importante centro turistico.
Da Sampeyre è possibile compiere una seconda digressione sul versante
idrografico destro della valle. Una comoda provinciale sale tra pascoli
e boschi dapprima di latifoglie e quindi di larici, fino al colle di
Sampeyre, consentendo tra l'altro di ammirare antiche case e piccole
frazioni in pietra con le tipiche coperture in losa; dal valico si gode
ampio e straordinario panorama sulla valle Maira e soprattutto sull'alta
valle Varaita e sul Monviso.
Continuando a risalire il solco vallivo principale, si giunge presto a
Casteldelfino, altro centro turistico rilevante, che si raccoglie
attorno ad una caratteristica via centrale, determinata dal susseguirsi
di antiche abitazioni; da Casteldelfino si gode una splendida vista sul
severo Pelvo d'Elva, un "tremila" che si eleva imponente a
mezzogiorno in prossimità dello spartiacque con la valle Maira.
Oltre Casteldelfino la valle si apre in due valloni: volgendo a destra
si sale a Pontechianale ed al colle dell'Agnello mentre svoltando a
sinistra ci si inoltra nel vallone di Bellino.
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IL
VALLONE DI PONTECHIANALE
Oltre Casteldelfino,
la strada principale sale con alcuni tornanti in direzione di
Pontechianale; ben presto si giunge in vista della diga che genera il
lago Castello, in prossimità della frazione omonima.
Il lago conferisce
al paesaggio aspetti suggestivi e consente anche, almeno su una parte
della sua ampia superficie, di praticare vari sport d'acqua.
Proseguendo si tocca quindi Chianale, ormai a 1797 m., borgata assai
caratteristica, dominata dalla turrita forma del Roc del Niera; oltre
Chianale la strada guadagna rapidamente quota, fino a raggiungere lo
spettacolare colle dell'Agnello, a quota 2748 m.
Dal valico si gode
ampia vista sul Pan di Zucchero, cima rocciosa di 3208 m., e sul Queyras:
scendendo un poco sul versante francese, si possono visitare
interessanti borgate, come Saint Veran, il comune più alto d'Europa.
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IL
VALLONE DI BELLINO
In alternativa, anzichè dirigersi verso Chianale, si può raggiugere
Bellino, località formata da diverse frazioni (Chiesa, Pleyne, Celle,
Chiazale) estremamente caratteristiche per la purezza del loro stile
montano. Abbondante è l'uso del legno, elemento abbastanza insolito
nelle Alpi occidentali; nelle pietre utilizzate per costruire i muri
esterni delle abitazioni sono frequenti piccole facce incise a colpi di
scalpello, la cui origine è da ricercarsi in antiche credenze pagane.
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UN
PREZIOSO BOSCO
DI CEMBRI
Sulle
pendici della cima delle Lobbie, a nord-est di Casteldelfino, è
presente uno straordinario bosco puro di Cembri, un pino riconoscibile
per i lunghi aghi caratterizzati da lati di colore diverso (verde chiaro
nella parte sottostante).
Il cembro si ritrova normalmente come esemplare isolato o in boschi
misti, con altre conifere: la particolarità del bosco dell'Alevé,
questo è il suo nome, è proprio nell'essere un'associazione pura di
numerosi pini della preziosa specie.
Situazioni simili
sono rare: se ne conosce una ad esempio nella Defereggental, valle in
territorio austriaco al confine con il Sudtirolo. |
SCI
NORDICO : TRE IMPORTANTI CENTRI PER LO SCI DI FONDO
Le piste di Valmala, che partono dall'omonimo Santuario, si sviluppano
su un crinale, consentendo di ammirare da una parte il Monviso e
dall'altra l'intera pianura cuneese, sullo sfondo delle Alpi Liguri e
Marittime.
A Casteldelfino i tracciati, che si sviluppano sul fondovalle
attraversando più volte il torrente, sono spesso teatro di gare
regionali.
Splendide infine le piste di Chianale, con ampia vista sull'alta valle e
sull'antica e caratteristica borgata.
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IL
MONVISO
Sovrano delle valli Po e Varaita, con i suoi 3841 m. di quota
costituisce elemento emblematico del paesaggio delle Cozie.
Si può ammirare in tutta la sua imponenza dalla cima del monte Losetta
(m. 3054), punto d'osservazione privilegiato sul versante ovest del
"Re di Pietra", raggiungibile con una camminata lunga ma priva
di difficoltà, su ottimo sentiero.
Assai
frequentato dagli alpinisti è il rifugio Vallanta, dalle forme
avveniristiche, situato a 2430 m. nel vallone omonimo: il rifugio è
posto proprio ai piedi di quel versante occidentale che si ammira nella
sua interezza dalla vetta del Losetta.
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