presentazione della Valle Stura di Demonte, a cura di Claudio TROVA
SPAZIO

Laghi di Sant'Anna salendo la Passo Tesina

    
ALLA SCOPERTA DELLA VALLE STURA DI DEMONTE

Dalle campagne attorno a Cuneo, verso occidente, la muraglia delle Alpi pare aprirsi: al tramonto le nubi, che in estate si addensano sulle alture a ridosso del piano, si frammentano in lontananza lasciando intravedere la sagoma viola di cime lontane.
      Chi conosce la valle Stura di Demonte sa quanto vero sia quel paesaggio: la distanza dalle vette che appaiono scure nella luce del crepuscolo non é certo solo apparenza poiché decine di chilometri le separano dai borghi attorno al capoluogo; anche le nuvole sembrano riempire con fatica quell’ampio spazio e solo quando sono grandi e dense riescono a raggiungere il cuore di quella vasta vallata: ne approfitta cosí il sole che al tramonto, basso sull’orizzonte, riesce a fare filtrare i suoi raggi tra cielo e terra.
     
Accade in questo modo che la zona mediana e l’alta valle Stura, proprio a causa della lunghezza del solco vallivo, godano specialmente in estate di un clima secco tipico delle zone centroalpine, con una piovositá annua che al colle della Maddalena é pari ad un terzo di quella che si osserva al colle di Tenda,  direttamente esposto ai venti umidi che risalgono dal Mediterraneo.
      L’invito a raggiungere quei monti dalle forme addolcite dalla luce crepuscolare, invito rinvigorito dall’ampiezza del fondovalle, fu raccolto da numerosi popoli dell’antichitá; uomini preistorici (sono state trovate asce del neolitico presso Besmorello) e tribú celto-liguri (una delle quali, pare, fondó Vinadio) seguirono a ritroso il percorso che molte migliaia di anni prima avevano coperto i ghiacciai: questi, poderosi e potenti, scendevano dalle valli laterali collocate specialmente alla destra idrografica dello Stura per confluire in un immenso ghiacciaio vallivo lungo oltre 50 km, largo fino a 4 km  e con spessori fino a 500 metri, ghiacciaio che ha intensamente modellato il fondovalle rendendolo ampio e facilmente accessibile.
      La valle Stura di Demonte è divenuta cosí un’importante via di comunicazione; numerosi eserciti percorsero in passato la strada che gli antichi Romani avevano creato per raggiungere le Gallie: si ricordano i cinquantamila francesi di Francesco I nel 1515, i trentamila soldati sabaudi che nel 1692 transitarono in questi luoghi per attaccare il Delfinato ed ancora i cinquantaquattro battaglioni spagnoli e francesi che ridiscesero la vallata nel 1744. Frequenti, in tempo di pace, i contatti con le genti di Provenza, contatti che ancora oggi sono vivi e che nei secoli trascorsi influenzarono fortemente le tradizioni e la lingua delle popolazioni locali.
     Per ampiezza e importanza geografica, la valle che si distende da Borgo S.Dalmazzo al colle della Maddalena puó certamente reggere il confronto con piú note vallate alpine, come la valle Susa o la valle d’Aosta o la Valtellina, celebri per essere ed essere state luoghi di transito di cultura e merci tra pianura padana e paesi d’oltralpe.......ed al pari di queste mostra notevoli bellezze naturali.
tratto da C.Trova "Il vallone dei Bagni di Vinadio", Rivista del Trekking, 9/1997.
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Fondo a Vinadio e monte Ciastella

Pista di fondo a Vinadio

LA MONTAGNA
L'ambiente naturale della valle Stura è caratterizzato dalla presenza sia di grandi massicci cristallini sia di monti calcarei, dualismo che crea paesaggi fortemente contrastanti.
Il versante idrografico destro della valle, interamente parte delle Alpi Marittime ed inciso da numerosi profondi valloni laterali (Rio Freddo, Lombarda, Bagni, Pontebernardo) è contraddistinto prevalentemente dalla presenza di rocce metamorfiche e intrusive, che creano ambienti aspri che spesso mostrano i segni di antichi modellamenti glaciali.
Al contrario, sul lato settentrionale della valle, già parte delle Alpi Cozie s'incontrano splendidi esempi di ambienti calcarei, che talora sfumano nel carsismo o generano sorprendenti ambienti dolomitici; ne è esempio eclatante e straordinario il monte Bersaio, che improvvisamente appare a chi sale in auto al colle della Maddalena quando si giunge in prossimità di Sambuco: canaloni detritici, ghiaioni, pareti candide che si tingono di rosa al tramonto, selve di guglie ne fanno una cima in tutto e per tutto identica ai più celebri massicci dei Monti Pallidi.

Oronaye visto dal colle Puriac

BOSCHI DI LARICI E ABETI
In valle Stura è consueto vedere la vegetazione creare un regolare succedersi dei piani orizzontali: submontano, montano, alpino.
Nei boschi della bassa valle, ricca è la varietà di latifoglie: non mancano nella zona di Festiona splendidi esemplari di castagni, dalle forme contorte e tormentate.
Nella media valle s'incontrano boschi di pini (tra Aisone e Vinadio), che sembrano nascondere dirupate pareti calcaree,  abitate in epoca preistorica.
Più il alto, superato Vinadio, abeti bianchi e rossi e larici prendono il sopravvento, creando scorci altamente suggestivi .....
...... le conifere si fanno più rade oltre Bersezio, mentre i tornanti della strada internazionale del colle della Maddalena salgono fino al colle omonimo, ormai tra aperte e soleggiate praterie.  

SCI NORDICO NELLA VALLE DI STEFANIA BELMONDO
....certo in valle Stura non mancano frequentati percorsi sci-alpinistici o pendii riservati allo sci-alpino, come accade ad esempio a Berzezio-Argentera.....
.....ma la valle Stura è sicuramente la valle dello sci nordico, sport che ha avuto ed ha in Stefania Belmondo un testimonial di fama mondiale.
Alle piste di Festiona, Aisone e Vinadio, che si distendono lungo l'ampio fondovalle principale, si aggiungono quelle dei Bagni di Vinadio (che risalgono lo splendido vallone omonimo fino a San Bernolfo) e quelle di Pietraporzio, assai prossimo a Pontebernardo, borgata natale di Stefania.

BORGATE, PAESI, STORIA, ARCHITETTURA
Fino a Demonte è evidente l'influenza dell'architettura della pianura cuneese, che affianca elementi tipicamente alpini.
A Vinadio la prevalenza della casa tipica delle Alpi occidentali si fa prevalente, almeno nelle abitazioni più antiche: non mancano suggestivi viottoli caratterizzati da un susseguirsi di dimore in pietra dai tipici tetti in losa.
Assai caratteristiche le borgate dell'alta valle, come Pietraporzio e Pontebernardo; non mancano tuttavia anche segni di uno sviluppo turistico relativamente recente, legato ad esempio allo sci alpino (Bersezio).
Tra le testimonianze storiche più importanti, certo non possono essere dimenticate le imponenti fortificazioni albertine di Vinadio, che si integrano con il borgo adagiato su un largo e solatìo conoide, creando un tutt'uno di grande effetto scenico.