VIAGGIO IN VALLE MAIRA

A cura dell'Associazione Valle Maira in rosa
Comuni e Borgate disseminate anche nei Valloni laterali, un angolo di montagna intatto e autentico: la VALLE  MAIRA, la piu’ segreta e misteriosa del Cuneese, dove si incontrano natura e cultura e dove si impara a conoscere la vita semplice della gente di montagna, i valori spesso dimenticati e l’arte di vivere in armonia con l’ambiente.

Inizia da Busca, in bassa Valle un itinerario alla scoperta della Val Maira. Piccola città dalla storia interessante, conserva un centro storico tutto da scoprire: l’antica porta di Santa Maria, la chiesa romanica di S. Martino, le cappelle di S. Sebastiano e S. Stefano con affreschi del 400 attribuiti ai fratelli Biazaci originari della città, la seicentesca chiesa della S.S. Trinità, le barocche Maria Ausiliatrice e San Vitale, la chiesa “bianca” capolavoro di Francesco Gallo.    Busca è circondata da verdi colline in gran parte coltivate a vite dalle quali si ricava il rinomato vino Quagliano. Su queste colline si affaccia il neogotico Castello del Roccolo con la generosa sorgente del “Cup”.    Risalendo la valle si incontra il paese di Villar S. Costanzo sorto intorno all’anno 750 nei pressi del monastero benedettino, che fu distrutto dai saraceni e quindi ricostruito nel XI secolo. Attualmente alcuni resti rinvenuti in epoca recente  della cappella di S. Giorgio con affreschi del  quattrocento sono esposti  nella parrocchiale di S. Pietro in Vincoli.    Alle pendici del monte S. Bernardo un raro e curioso fenomeno geologico di erosione è costituito dai “ciciu”, enormi massi appoggiati  su formazioni soggetti a  continua erosione i quali formano strane figure, la peculiarità di quest’area  l’ha trasformata in una zona protetta con un percorso ginnico.   Un ponte merlato, da cui si coglie uno splendido panorama sul centro storico e i resti delle antiche mura, raccontano la storia di Dronero , alla  Parrocchiale romanico-gotica si accede tramite un portale in pietra scolpito, opera dei fratelli Zabreri di S. Damiano.   Il “Foro Frumentario” è un edificio quattrocentocentesco con pianta forma ottagonale che ci rammenta l’origine medievale della città, che è resa importante anche dalla presenza della Confraternita del Gonfaleone, dagli antichi portici e gli interessanti palazzi nobiliari dalle caratteristiche finestre a bifora ornate dalle aguzze torri. Altro luogo interessante è il Museo Mallè, a cui il critico d’arte Luigi Mallè ha lasciato le collezioni di dipinti, di fotografie e di ceramiche antiche. 

A fianco: la Rocca La Meja dal  Soleglio Bue (foto Claudio Trova)

Una miriade di piccole frazioni dislocate sulla prospiciente collina e un moderno centro urbano costituiscono il grazioso comune di Roccabruna che nelle sue borgate, di cui alcune disabitate, vede la presenza di giovani imprenditori, i quali  hanno intrapreso attività di coltivazioni biologiche, prodotti che vengono venduti anche nei negozi e ristoranti della Valle. Particolarmente interessante risulta una camminata nelle borgate di Roccabruna, ogni piccolo borgo ha la sua storia, una cappella, un affresco, un pilone votivo, bisogna saper ascoltare, anche il vento racconta la loro storia.   Proseguendo la Valle si trasforma, assumendo la  caratteristica forma delle valli alpine.    Cartignano accoglie i visitatori con i suoi due borghi divisi dal Maira e collegati da un antico ponte in pietra da cui si accede tramite un portico ed al cui centro sorge un caratteristico pilone istoriato con decorazioni pittoriche ottocentesche, il tutto dominato dall’alto della collina da un castello merlato.    Continuando a salire alcuni borghi solitari con piccole cappelle rupestri e case medioevali.    Troviamo sempre sulla strada provinciale San Damiano che si raggiunge dopo aver percorso circa tre chilometri, nell’ottocento rappresentava il centro piu’ importante della Valle Maira, all’interno dell’abitato si apre la strada del Vallone laterale di Pagliero che un tempo è stata un’importante via di collegamento attraverso  il Colle Birrone, con la media Valle Varaita.    A San Damiano  i fratelli Zabreri, che nel 400 erano famosi scultori e lavoravano la pietra, dalla cui bottega uscirono fontane medioevali, finestre a bifora e portali scolpiti, hanno realizzato il portale della chiesa parrocchiale Santi Cosma e Damiano.   Nell’antico cimitero di Pagliero una lapide marmorea di epoca romana comprova l’insediamento in loco di una Tribu’ Pollia (I secolo dopo Cristo), va citato tra le altre informazioni che il paese di San Damiano è sede della Comunità Montana.    Sempre avanzando verso l’Alta Valle attraversiamo Lottulo, questo centro rappresentava  nell’antichità l’accesso alla Valle alta “Porte di Lottulo”. 

A fianco: parrocchiale di Elva, affreschi di Hans Clemer (foto Claudio Trova)

Superato un tratto di valle in cui le montagne si avvicinano e prima di raggiungere il paese di Macra, si incontra la piccola Chiesa rupestre di S. Salvatore del XI secolo che è ritenuta la piu’ antica costruzione religiosa della Valle, dotata di una facciata  a vela,  al cui interno si possono ammirare gli splendidi affreschi tardoromanici. In alto sull’antica mulattiera della Valle ritroviamo l’interessantissima e misteriosa cappella di San Peyre, al cui interno si può ammirare un affresco murale illustrante una  “danza macabra”su cui si possono ancora leggere scritte occitane e francesi antiche.   Sempre proseguendo alla destra orografica si apre un vallone laterale la cui strada  conduce al comune di Celle di Macra , circondato da innumerevoli alpeggi e interessanti borgate. La sua Parrocchiale S. Giovanni Battista conserva al suo interno il bellissimo Polittico di Hans Clemer, pittore fiammingo molto attivo nel Marchesato di Saluzzo alla fine del 400, è altrettanto  interessante la visita alla Cappella di S. Sebastiano per la notevole policromia dei suoi affreschi e per l’illustrazione dei costumi e degli usi del periodo ad opera di Giovanni Baleison, in questo luogo è conservato il più antico altare lapideo della Provincia di Cuneo .   Superata Macra la strada raggiunge Stroppo, che anticamente rappresentava il luogo più importante , in quanto centrale della valle, il suo territorio è ricco di borgate medioevali.    Il territorio comunale è importante perché conserva  monumenti storici quali: la Chiesa di San Peyre del ‘200 con affreschi bellissimi del ‘400/‘500, la Chiesa di S.Maria di Morinesio abbarbicata sulla montagna,  località da cui il panorama raggiunge la zona delle  Langhe.    All’interno del paese, nella borgata Caudano sorge l’ ospedale Lazzaretto dall’importante architettura che fa supporre la presenza di ordini cavallereschi ospitalieri.   Molti sentieri collegano le varie borgate di questo comune con il capoluogo e i paesi vicini e grande importanza storica riveste l’itinerario denominato la “Strada dei cannoni”.   Elva si trova in una conca verdeggiante è raggiungibile da una ardita e spettacolare strada intagliata nella roccia viva, un percorso panoramico altamente suggestivo.

 La Parrocchia di S. Maria Assunta è stata interamente affrescata da Hans Clemer il pittore fiammingo.   A Prazzo oltre alle case medioevali con ricchi portali in pietra troviamo nella Frazione di S. Michele i muri affrescati del vecchio comune.   Da Ponte Marmora si accede allo stupendo Vallone di Marmora e Canosio.    Le borgate di Marmora , poste su una costa soleggiata costituiscono un’insieme interessante dal punto di vista paesaggistico e culturale.   Un itinerario attrezzato conduce a scoprire la tipica architettura delle borgate. Un frate solitario nella Canonica della Parrocchiale conserva una ricca biblioteca composta anche da  preziosi testi antichi. Interessante  la visita alla Parrocchia di S. Massimo benché ampliata ha mantenuto parte delle strutture originali, il suo campanile medioevale è ornato da bifore e la cuspide piramidale  vanta profili arcuati. Le Cappelle di  S. Sebastiano e Fabiano conservano ricchi affreschi di Baleison.    A Canosio è particolarmente interessante  la Borgata Lubac per la tradizionale  architettura alpina.    La Bajo di San Lorenzo,  spettacolare celebrazione popolare in costume, rievoca la resistenza del popolo alle persecuzioni Calviniste del XVI sec.    Ad Acceglio ultimo comune della Valle, all’ombra della Rocca Provenzale, circondato da boschi, laghi, pascoli, troviamo il Centro Calvinista del 500, risulta particolarmente interessante la visita al museo di Arte  Sacra della Valle e il museo etnografico di Chiavetta allestito dal Signor Rolando nel Vallone di Unerzio.    Nei tempi trascorsi, il Monte Sutron rappresentava il punto di comunicazione per l’espatrio clandestino delle genti di valle e del commercio di sale e zucchero con la Francia, molti sono i valmairesi che su quel valico hanno lasciato la vita ed una lapide del poeta Piero Raina ne ricorda il sacrificio.

A fianco: Coppelle a Roccias Fenestre (foto Piero Nosengo)

“A-questes roches patanues a questes peires savata da l’auro e da la seio eseroun na resounanso perduo, i pas, le vous, di nosti emigrant, omes, fremes, meinas que anaven en Franso a cercar a-quel travai, a-quel pan que a lour la tero nativo donavo ren”.
Queste rocce ignude, queste pietre percosse dal vento e dalla tormenta rinserrano un eco perduta.I passi, le voci dei nostri emigranti, uomini, donne, bambini che si recavano in Francia a cercare quel lavoro quel pane che ad essi la terra nativa non dava. 
Siamo nel cuore delle montagne dell’alta Valle Maira ai piedi delle piu’ spettacolari cime delle Alpi Cozie Meridionali,una cornice naturale costituita dal gruppo Chambeyron.  

A fianco:
Gruppo dell'Aiguille de Chambeyron (3409 m.) vista
dal monte Bellino (2942 m.) - (foto Claudio Trova)