TREKKING IN VALLE MAIRA
ITINERARIO 8
da MACRA a ROCCABRUNA

a cura dell'ASSOCIAZIONE VALLE MAIRA IN ROSA

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Dalla borgata Bedale si raggiunge attraverso il sentiero che transita accanto al torrente Bedale la parrocchia di San Marcellino e si percorre in discesa la strada asfaltata per poi immettersi sulla vecchia mulattiera, che raggiunge la borgata Camoglieres (992 m).Si tratta della vecchia mulattiera della valle Maira fatta aprire nel1496 dal marchese Ludovico I di Saluzzo :Il territorio molto bene esposto era coltivato a vite, produzione tipica e pregiata della zona sebbene di discontinua qualità.   La mulattiera in meno di dieci minuti transita sotto il pronao della cappella di San Peire del 13° secolo. Al suo interno un affresco di Danza Macabra e scritte occitane. Di notevole interesse ammonimento cupo a quanti transitavano e sostavano sulla strada. Con interessante percorso la mulattiera raggiunge la borgata Camoglieres( 992 Mt.).   Si possono ammirare sui muri delle case interessanti affreschi opera di Giors  Boneto pittore itinerante di Paesana.   Si lascia Camoglieres dopo aver ammirato l’edificio che si fregia di un grande pilastro rotondo con decorazioni pittoriche e si utilizza la bella mulattiera che pianeggia verso levante sul pendio terrazzato portando in breve tempo all’isolata Cappella di San Bernardo (1014 m), eretta su un promontorio roccioso.

Il sentiero prosegue contornando alcuni ripidi vallonetti in pineta e raggiunge la bellissima radura erbosa della Comba del Pral ai piedi delle pareti del Monte Rubbio.    Il sentiero prosegue in un saliscendi sino alla Grange Rubbio (1292 m). Notevole l’architettura delle grange sul pendio verde, raccolte attorno ad un pilone votivo con decorazioni pittoriche.  Prima che la via affronti la lunga serie di tornanti si seguono le tracce di un sentiero che scende sulla sinistra una pista che raggiunge Droneretto e poco sopra “I Garp”, leggendario fenomeno geologico, si esegue la rotabile che sale, costeggiata da una sorgente, fino a Fracchie (1120m).   Questa borgata è stata in passato la più popolata del vallone di Pagliero (40 famiglie nel dopoguerra) ed attraversata da una mulattiera, che consente di ammirare le antiche case in via di restauro con portali in pietra, curiosi simboli, passaggi coperti ed affreschi di Boneto. 

Lasciata la borgata Paolini (1100m) il sentiero, dopo essere passato sotto il portico della cappella di S. Sebastiano, raggiunge le case Scombe soprane (1025m) e sottane, con bifore e monofore in pietra; quindi una viuzza volge verso sud pianeggiando sino all’abitato di Pagliero (1015m).   Si percorrono ora ampi valloni laterali, mantenendosi in quota a monte dall’abitato di San Damiano Macra.  A Pagliero, terra d’origine dei fratelli Zabreri, maestri della scultura in pietra, meritano una visita ad alcune loro opere, quali il fonte battesimale (1450) ed i capitelli delle colonne nella parrocchiale. Possibilità all’occorrenza ,di pernottamento e sosta nel paese di San Damiano (Bed&Breakfast Boino Bianco tel.0171900054).   Si lascia Pagliero seguendo in discesa la bella asfaltata che verso levante scende al capoluogo S. Damiano Macra.  Poco dopo più di 1 Km, la rotabile raggiunge il fondo del vallone; qui si segue una diramazione sterrata che si eleva verso sinistra sino alla borgata Molineri di Pagliero (997m).  Da queste case un vecchio sentiero dapprima pianeggiante poi con una serie di tornanti guadagna la sommità del costone (1139m), che verso levante da accesso al vallone dei Foresti, costellato di borgate.  Una rotabile sterrata corre a breve distanza dal costone terminando alla borgata Mostiola (1117m), in una bella radura del bosco.  Di qui una mulattiera (che inizia presso una fontana) aggira la verde conca alle spalle della borgata, passando vicino ad antichi fienili e si insinua con saliscendi verso levante nel castagneto doppiando una costa rocciosa.   Ad un successivo bivio si segue il ramo di sinistra che dopo un’isolato campanile, la sua cappella (San Chiaffredo) è stata invece  costruita a qualche centinaio di metri da Roi, lungo la strada che volge verso levante.   La bella cappella è dotata di ampio portico che protegge la facciata.   Non resta ora che continuare lungo la rotabile, la quale subito oltre la cappella di San Chiaffredo si sdoppia: si trascura il ramo che sale a sinistra per proseguire lungo il ramo principale che con continui saliscendi taglia tutti i valloni che confluiscono in basso nel vallone del rio Chiambrera, scavalca almeno un paio di ampi costoni boscosi e sale infine ad una suggestiva sella tra betulle e pini.   Di qui divalla in una bella radura, ove sorgono casolari ristrutturati e con tratto finale pianeggiante raggiunge la piazza attorno all’antica cappella dedicata a S. Anna (1232m. ) Punto di sosta presso il confortevole albergo Roccerè dal quale si può godere di una meravigliosa  vista che spazia fino alle Langhe.Tel.0171918972