Il paesaggio attraversato dalla pista
della Sartaria
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LA
LOCALITA'
Quota centro abitato: 905 m.
Accesso stradale:
strada statale da Cuneo;
il Centro di fondo "Gelas " è
posto
immediatamente dopo il centro abitato
proseguendo in direzione della diga
della Piastra
Servizi e informazioni:
Ufficio Turistico, 0171
- 978616
Centro Sci di Fondo "Gelas", 0171 - 978049
Sito www.entracque.org
(flash)
DATI GENERALI
Numero piste battute:
6
Chilometri totali:
30 circa
Servizi presso il centro di fondo:
spogliatoio, locale sciolinatura, noleggio
attrezzatura, bar-ristorante, servizi igienici.
Il centro di fondo è dotato di un impianto di innevamento artificiale.
Prezzo: a
pagamento
DESCRIZIONE DELLE
PISTE
Aduis:
km
2-2.5, difficoltà facilissima
Agonistica: km 5, difficile (si segnala, tra l'altro, una discesa molto impegnativa)
Feit: km 4,
difficoltà facile/media
Coste: km 7.5,
difficoltà: media/difficile
Sartaria: km 12, difficoltà
media/difficile
Oltre Gesso: km 5,
difficoltà facile (una discesa di difficoltà media)
Alcuni
anelli hanno parti comuni
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L'AMBIENTE
Superati
gli unici due tornanti presenti tra Borgo S.Dalmazzo ed Entracque, ci si
ritrova improvvisamente in un'ampia e soleggiata conca, conca resa paesaggisticamente interessante
dalla presenza di
numerose vette dai profili arditi; a sud-est appaiono infatti il Monte Frisson
(dalla caratteristica forma piramidale, simile ad un piccolo Cervino) e la
Rocca dell'Abisso mentre appena a destra dell'imponente Monte Aiera (l'Ariunda)
si
distingue la più bella cima delle Alpi Marittime: il Gelas, con il suo
piccolo ghiacciaio, si confonde nella luce del Sud.
Giunti ad Entracque, paese di media montagna che
si sta proponendo come la più importante località del cuneese per quanto
riguarda lo sci nordico,
con gare regionali e nazionali, ci si dirige verso S.Giacomo: prima della Diga della Piastra si
incontra il Centro di Fondo "Gelas".
Aduis, Feit e Oltre Gesso: nei campi di neve attorno alla base
Le piste Aduis e Feit si sviluppano tra le morbide ondulazioni che
circondano il Centro di Fondo, con possibilità di rapido ritorno al punto
di partenza.
Se la prima è assai adatta ai principianti, essendo quasi
completamente pianeggiante, la seconda è invece un poco più difficile
poiché occorre affrontare 3-4 salite seguite da immediate veloci e
piacevoli discese.
La pista dell'Oltre Gesso, che può presentare qualche problema
(pietre) in caso di scarsità di neve, si sviluppa invece lungo il
torrente.
La pista delle Coste: tra gli abeti.....
Percorrendo l'anello del Feit, in prossimità della diga della
Piastra, una chiara ed evidente segnaletica consente di imboccare senza
errore la deviazione che costituisce la pista delle Coste; il tracciato
sale inizialmente tra le latifoglie: guadagnando rapidamente quota si
giunge in breve al termine della salita, da dove il percorso alternerà
soltanto tratti pianeggianti e ripide discese.
Si prosegue a lungo in costa (da cui il nome) in un bel bosco
misto, ricco di abeti, larici e qualche pino silvestre: giunti al termine
del bosco, si esce su ampi campi di neve lungo i quali si sviluppano
divertenti discese che in alcuni casi risultano abbastanza impegnative
anche se non difficili. Nella sua parte
terminale, la pista si ricongiunge a quella del Feit e ritorna al
parcheggio.
La pista Agonistica:
solo per fondisti esperti.....
Una
parte della pista del Feit e gran parte della salita della pista delle Coste fanno parte della pista denominata Agonistica;
questa presenta tuttavia alcune varianti caratterizzate da salite
e discese decisamente impegnative, tanto da essere raccomandate solo a
fondisti esperti. La pista agonistica, omologata F.I.S.I., è
spesso teatro di competizioni ad alto livello (nel 2000 si sono tenuti i
Campionati Regionali di Sci Nordico per tutte le categorie ed il
Campionato Nazionale Giovani; a quest'ultimo hanno partecipato
giovani promesse del fondo provenienti da tutto l'arco alpino e dai
principali centri appenninici).
La Sartaria: nella natura delle Alpi Marittime
L'anello della Sartaria non potrà che destare grande
interesse sia nei tecnici del fondo, che tendono a privilegiare l'aspetto
sportivo, che negli amanti della natura e dell'escursionismo, cioè in
coloro che vedono in questo tipo di sci la possibilità di inoltrarsi in
paesaggi incontaminati anche in presenza di neve abbondante, senza correre
i rischi dello sci-alpinismo. La
pista parte dal grande piazzale-parcheggio, ove sono localizzati i servizi
del Centro di Fondo, ma dopo poche decine di metri si allontana già con
decisione dalla zona più affollata; affronta dapprima alcuni aperti
pascoli, da dove è possibile ammirare le cime che fanno parte del gruppo
dell'Argentera, quindi si inoltra in un bosco misto: una inebriante
discesa con curva finale ad angolo retto anticipa le difficoltà tecniche
del percorso, che nell'insieme può essere ritenuto medio-difficile.
Si supera ancora una decisa salita che anticipa una bella lunga
discesa che porta lo sciatore accanto al torrente: da questo punto fino al
"giro di boa", la pista procede in salita più o meno
accentuata, con talvolta qualche tratto pianeggiante, generalmente accanto
al corso d'acqua. Alla
sinistra del fondista incombe la grande muraglia calcarea posta alle
spalle di Entracque; di aspetto dolomitico, essa inizia dal Monte Corno,
passa per la Cima della Lausa (una vera lastra di roccia inclinata posta a
ridosso dell'abitato), per il Monte Bussaia e per l'Uja di Santa Lucia:
quest'ultima, simile ad un campanile proprio come le
più celebri formazioni delle Alpi Orientali, s'innalza come un
grande menhir dal bosco spoglio di latifoglie.
La grande costiera biancastra, di origine marina, continua quindi a
formare lo spartiacque con la Val Vermenagna, lungo il quale spiccano le
vette del Monte Frisson e della Rocca dell'Abisso.
Giunti al Ponte di Porcera, il tracciato entra nel territorio del
Parco delle Alpi Marittime, inoltrandosi per un breve tratto, la cui
lunghezza varia a seconda delle volte: sia in questa zona che nella parte
più bassa della Sartaria è possibile incontrare esemplari di camoscio,
specialmente nelle più tranquille giornate infrasettimanali.
L'anello quindi volge a ritroso; una lunga discesa, interrotta
soltanto in pochi punti da brevi tratti pianeggianti o brevissime salite,
attende lo sciatore: dolci lunghi pendii si alternano a tratti più
impegnativi, consentendo al fondista di utilizzare tutto il suo bagaglio
di capacità tecniche.
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