QUINTINO SELLA:
DUE RIFUGI 
PER IL FONDATORE DEL C.A.I.
VALLI DI CUNEO
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Salendo al Finsteraarhorn, celebre Quattromila delle Alpi Bernesi, William Mathews maturò la convinzione di creare un club le cui finalità sarebbero state quelle di << generare collaborazione tra gli alpinisti e di contribuire a sviluppare l'esplorazione delle Alpi e delle altre montagne del mondo >>. Tornato in Inghilterra, poco dopo fondò con alcuni amici l'Alpine Club, prima associazione mondiale del genere: siamo a Birmingham nel 1857. Trascorso qualche anno, il 30 agosto 1861, Mathews si rendeva protagonista della prima assoluta al Monviso; poco meno di due anni dopo, il 12 agosto 1863, Quintino Sella - insieme a Giovanni Baracco, Paolo e Giacomo di Saint Robert - portava a compimento la prima salita italiana al gigante delle Cozie: come in una staffetta olimpionica, l'allora ministro delle finanze del governo dell'alessandrino Urbano Rattazzi raccoglieva idealmente in vetta il fermento originatosi oltremanica e, tornato a Torino, il 23 ottobre 1863 con altri 36 pionieri fondava il Club Alpino Italiano.

 

Molti rifugi delle nostre Alpi sono dedicati a personaggi divenuti celebri per il ruolo avuto nell'esplorazione delle montagne del pianeta; la famiglia Sella detiene in questo senso un eccezionale primato: i nomi di Emilio Sella, di Vittorio Sella e di Quintino Sella ritornano ogni anno nei discorsi degli escursionisti che salgono la valle di Cogne, la valle Anzasca, la valle Po, la valle di Gressoney .......... ed il nome del fondatore del C.A.I. è addirittura legato a ben due importanti rifugi, da circa un secolo "basi" per ascensioni divenute ormai patrimonio inestimabile del Club Alpino Italiano, al cospetto di celebri vette come il Monviso, il Castore ed i temibili Lyskamm.

 Il lago Chiaretto, sul sentiero per
il rifugio Quintino Sella al Monviso

 

DESCRIZIONE DELL'ITINERARIO

Lasciata l'auto al Pian del Re (2020), si imbocca il sentiero molto ben segnato che sale verso la valle sospesa del lago Fiorenza: una breve rampa consente di raggiungere il lago che si costeggia interamente; al termine di questo si affronta un secondo risalto e quindi un tratto di sentiero in falsopiano che attraversa in costa alcuni ripidi pendii ed infine un terzo breve risalto: si giunge ad un colletto a quota 2320 m. da dove appare il lago Chiaretto. Non si raggiunge questo ma si prosegue ancora in costa perdendo un poco quota (15 metri) ed entrando in una zona di rocce di colore grigio-azzurro (si tratta della grande frana scesa dal ghiacciaio di Coolidge) da dove il sentiero torna a salire con decisione tra belle fioriture pioniere. Si raggiunge successivamente quota 2520, da dove inizia una lunga salita in leggera pendenza fino alla quota più alta (2665 m.), raggiunta dall'itinerario poco prima del colle dei Viso (2650 m.); questo tratto dell'ascensione è lungo e faticoso poichè si sviluppa sulla pietraia; è tuttavia molto ben segnato, per evitare che le frequenti nebbie possano essere causa di perdite di orientamento. Si scende infine al colle dei Viso, poco prima del quale termina la parte più dura della pietraia: al colle compare il lago Grande di Viso, alcune decine di metri più sotto: dal passo, con una leggera discesa, si raggiunge il rifugio.

 

 

RIFUGIO QUINTINO SELLA AL MONVISO
 (m. 2640)

Ben inserito nel severo ambiente che lo circonda grazie alla scelta della pietra come materiale da costruzione, venne inaugurato nel luglio del 1905 e, per il significato simbolico che riveste, resta di proprietà della sede centrale del Club Alpino Italiano, anche se la gestione pratica è affidata alla sezione saluzzese del C.A.I. Per raggiungere il rifugio che funge da base per numerose ascensioni sul Monviso, si debbono superare circa 725 m. di dislivello: ai 645 metri che lo separano da Pian del Re, occorre infatti aggiungere un dislivello supplementare di 80 metri dovuti alle perdite di quota che si hanno al colletto del lago Chiaretto e poco prima del Quintino Sella. Il sentiero, di difficoltà tipicamente escursionistica (E), è prevalentemente esposto ad est, anche se in prossimità del lago Fiorenza e dopo quota 2520 si percorrono tratti incassati tra il versante est del Monviso ed il versante ovest di altre montagne, tra cui il Viso Mozzo.

Partendo dal pian del Re, pianoro di origine alluvionale anticamente occupato da un lago oggi totalmente colmato dai detriti, celebre perchè vi nasce il Po, l'itinerario raggiunge il rifugio Quintino Sella attraversando un ambiente aspro e tormentato. Numerosi sono gli elementi paesaggistici di interesse che ravvivano l'escursione; si raggiunge dapprima il lago Fiorenza, lungo e profondo e dalle acque scure, incassato tra una pietraia e alcune tondeggianti alture che si affacciano verso il pian della Regina: il lago occupa una valle sospesa, anticamente occupata da un ghiacciaio minore confluente in quello che raggiungeva pian del Re seguendo il solco vallivo principale. Il sentiero sale quindi al lago Chiaretto, dalle acque verdi-azzurre che in talune condizioni appaiono turchine (presenza di neve e ghiaccio); il lago resta più in basso del sentiero e si raggiunge compiendo una deviazione. Dopo una breve discesa, si supera la gigantesca frana provocata dal terrificante crollo del ghiacciaio di Coolidge (riconoscibile per le rocce dalla frattura fresca di colore grigio, non alterate e non ricoperte da licheni) avvenuto in una notte d'estate di alcuni anni or sono; da quota 2520 m. si prosegue a lungo il leggera salita attraversando immani pietraie di origine morenica: il sentiero è comunque sempre presente anche se il fondo reso irregolare dai massi rende il passo faticoso; la presenza di nebbia potrebbe in taluni punti rendere difficoltosa l'individuazione del tracciato ma le numerosissime segnalazioni rosse, talvolta bianco-rosse o gialle, fanno si che sia impossibile perdersi. Dal colle dei Viso appaiono il lago Grande di Viso ed il rifugio. Si tenga presente che oltre il lago Fiorenza, a causa della permeabilità del terreno, non si incontrano più torrenti e in generale l'acqua scarseggia: solo al rifugio è presente una fontanella ............................. e mentre si cammina in un ambiente di grande asprezza, è possibile incontrare stambecchi e camosci, che si muovono con leggerezza tra i massi accatastati; interessante è anche la fioritura che, pioniera, pare volere ingentilire il tratto di sentiero faticosamente ricavato attraverso la frana scesa dalla morena sottostante il ghiacciaio di Coolidge. Durante i mesi estivi il percorso è frequentato da moltissimi turisti, molti dei quali stranieri; non è tuttavia l'estate il periodo migliore per seguire l'itinerario poichè in questa zona si accumulano facilmente nebbie e vapori generati dalle brezze umide che salgono dalla pianura saluzzese.

 

 

Il rifugio Quintino Sella al Felik
(valle di Gressoney, AO)

 

RIFUGIO QUINTINO SELLA AL FELIK (m.3585)

Il rifugio, base soprattutto per salire il Castore o per più impegnative salite sui Lyskamm, fu costruito nel 1885, ricostruito negli anni '30 dopo essere stato danneggiato da una frana ed ampliato definitivamente nel 1982 con l'aggiunta di una costruzione a tre piani dalle linee architettoniche moderne, con prevalenza di linee rette a formare una struttura assai sobria nel suo aspetto esterno. Si raggiunge partendo da Staffal, località posta al termine della strada statale della valle di Gressoney, utilizzando dapprima due seggiovie, l'ultima delle quali parzialmente coperta sale fino al colle della Bettaforca. L'escursione supera oltre 900 metri di dislivello: si incontrano tratti esposti, che si percorrono tuttavia agevolmente grazie alla presenza di corde fisse (difficoltà EE).

Claudio Trova

 

DESCRIZIONE DELL'ITINERARIO

Lasciata la stazione di arrivo, si prende un evidente sterrato che salendo in direzione di uno skilift raggiunge l'ampio crestone spartiacque tra Valle di Gressoney e Val d'Ayas; subito dopo il punto d'arrivo dello skilift, la strada sterrata diviene un sentiero contrassegnato fino alla Capanna Quintino Sella da un bollo bianco cerchiato in rosso con inscritto un 9 ancora in rosso. Il sentiero è dapprima evidente; successivamente, attraversando vaste pietraie, può essere reperito facilmente seguendo l'abbondante segnalazione: in questo tratto qualche problema potrebbe sorgere in caso di nebbia. A partire da circa 3350 mt il percorso si snoda su una cresta rocciosa alquanto esposta: la presenza di corde fisse e di un ponticello in legno facilitano enormemente il passaggio attraverso un tratto altrimenti difficile per l'escursionista; si arriva infine al Quintino Sella, rifugio disposto sul bordo inferiore del ghiacciaio del Felik.