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LA
MANIFESTAZIONE
In occasione della Pasqua, con cadenza quinquennale (l'ultima
rappresentazione è stata nel 2000), si svolgono ad Entracque "Le Parlate", che
rappresentano la completa rievocazione scenica, nella lingua popolare del
borgo montano adagiato in un'ampia conca delle Alpi Marittime, della Passione e Morte di N.S. Gesù Cristo, dalla preghiera nell'Orto di Getzemani
fino alla Sepoltura. La rappresentazione è curata dal Gruppo Storico "Le Parlate", con il patrocinio del
Comune di Entracque, della Pro Loco e della Parrocchia di S.Antonino M. La manifestazione
risale al lontano Medioevo ed è stata rappresentata prima a cadenza triennale e successivamente quinquennale.
GLI ATTORI
Fanno rivivere questo dramma attori locali che si calano nei vari personaggi, dandone una suggestiva
interpretazione e vestendo costumi il più possibile aderenti al momento
storico. La recita ha luogo nella Confraternita di S.Croce, sopra un ampio
palcoscenico con artistici scenari, un gioco di luci e di suoni ed una scalea
frutto dell'ingegnosità ed operosità di coloro i quali, pur non vestendo il
costume, sono parte attiva dell'intero dramma.
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spazio
UNA SACRA RAPPRESENTAZIONE RISALENTE AL MEDIOEVO
GLI EVENTI
La rappresentazione ha normalmente luogo durante la Settimana Santa; particolarmente significativa
è la giornata del Venerdí, quando al dramma religioso si affiancano con
sentita partecipazione altre figure tratte dal patrimonio culturale e tradizionale:
- "al timbaier" (il banditore o l'araldo), che fin dalle prime ore del mattino
percorre il paese e le sue borgate e annuncia a gran voce il programma della
rievocazione
- "al capitani" (il capitano), che comanda la parte folkloristica e, nel primo
pomeriggio in sella ad un cavallo bianco, coadiuvato da "al tenent" (il
tenente), presenta tutti i personaggi al Sindaco e chiede l'autorizzazione allo
svolgimento delle Parlate.
Ottenuto l'assenso, il corteo storico prosegue fino alla confraternita di
S.Croce, dove si svolge la sacra rappresentazione in cinque atti, alla quale
segue la celebrazione solenne della Sepoltura di Gesù che si snoda lungo le
vie del paese, per l'occasione illuminate con lumi e torce. Ad essa partecipano tutti gli attori, recando ognuno gli strumenti della Passione, e il
popolo che accompagna l'Urna del Cristo cantando il Miserere e lo Stabat
Mater. Ciò che dà a questa manifestazione religiosa un tono particolare,
quale non si ha altrove, è la partecipazione dei "trezë cavajer" (tredici
cavalieri), i quali in frac e feluca con bandiera recante una croce d'argento in
campo nero rappresentano la Guardia d'onore all'urna Sacra. Tra essi si
distingue "al trezë", comandante dei cavalieri. A tarda ora la statua del
Cristo viene deposta nella Chiesa Parrocchiale dove si raccoglie, in un'atmosfera di profonda devozione, l'intera popolazione.
IL SIGNIFICATO
Qui si concludono
Le Parlate, un momento di fede, di storia e di tradizione: ammirevole è il
grande impegno richiesto alla relativamente piccola comunità del paesino
della valle Gesso, comunità che, mossa - occorre sottolinearlo con forza -
soprattutto da motivazioni religiose, crea contemporaneamente una successione di momenti altamente suggestivi sullo sfondo ora di calcaree
falesie, ora di aspre montagne di roccia cristallina, la cui naturale armonia
appare in perfetta sintonia con il sapore trascendente della rappresentazione.
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