LA BAISSE DE PEYREFIQUE ED IL MONT CHAJOL
Un luogo incantevole facilmente raggiungibile da Limone Piemonte

VALLI DI CUNEO
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Immaginatevi un ampio ripiano erboso adagiato tra un'alta vetta resa chiara dalla roccia calcarea ed una cima minore, i cui pendii erbosi lasciano via via spazio all'arida e bianca pietra carbonatica, cima minore le cui forme sono rese accattivanti da una breve ma pronunciata cresta che adduce al punto culminante. Nel mese di luglio la linea morbida della prateria si distende separando due boschi di larici che non osano raggiungere il colle se non con esemplari sparuti; 

sullo sfondo una severa catena di monti rocciosi contrasta con la quiete alpestre del luogo: si tratta di un susseguirsi di vette i cui nomi, Gelas Clapier Maledìa, tutti superiori a tremila metri, sono familiari agli alpinisti piemontesi e liguri. Ci troviamo alla Baisse de Peyrefique, a quota 2028 m., già in territorio francese, nell'alta valle Roya, un'ampia insellatura tra l'imponente Rocca dell'Abisso (m.2755) e il quasi sconosciuto mont Chajol. 

La carrareccia militare per la Baisse de Peyrefique,
il Fort de la Marguerie ed il Chajol

 

La cresta di rocce chiare che sale al Chajol (in primo
piano) e, sullo sfondo, la Rocca dell'Abisso

 

La natura alpina ha qui linee purissime: nulla farebbe immaginare che pochi chilometri più a valle sui pendii attorno a Breil-sur-Roya alligna l'ulivo, riscaldato dalla mitezza del clima mediterraneo. La Baisse è tutto questo: un luogo incredibilmente alpino e sorprendentemente dolce posto al termine di una vallata ricca di aspri canyons lungo la quale salgono le morbide brezze mediterranee. La serenità quasi mistica che pervade l'animo di colui che sale all'ampio valico assume toni più profondi se ci si perde a volteggiare con lo sguardo sul monte Bego (m.2872), sacro alla preistoria, che da qui appare in primo piano sull'altro lato della vallata; i suoi fianchi pietrosi separano il vallon de Fontanalbe, che si apre proprio davanti alla Baisse, dal vallon de la Miniere, il cui solco appare solo un poco nella luce accecante del sud: non è difficile distinguere ampie zone a rocce montonate, le invitanti "tabule rase" create dalla natura per gli artisti preistorici .................. ma facciamo un passo indietro per scoprire come raggiungere questo luogo ! Alla Baisse la dolcezza della prateria alpina contrasta con il grigio di alcuni bunker risalenti alla seconda guerra mondiale: proprio le vicende militari più o meno recenti dell'alta valle Roya sono la causa della presenza in zona di numerosi sterrati a quote relativamente elevate, sterrati la cui origine è collegata anche alla costruzione di numerosi forti risalenti al secolo scorso. Accade cosí che, seguendo la strada iniziata da Carlo Emanuele I di Savoia nel 1591 e terminata da Vittorio Amedeo III nel 1782, è possibile raggiungere senza dispendio di energia fisica il Colle di Tenda (m.1871): la carrozzabile che parte dai Tres Amis, località turistica nota soprattutto per gli sport invernali situata poco oltre Limone Piemonte, sale infatti asfaltata e comoda fino al confine francese. In questa prima parte dell'itinerario è d'obbligo dedicare qualche istante ad una breve visita ad una curiosità: salendo lungo la carrozzabile, sulla sinistra si stacca in prossimità di un tornante un'evidente ed ampio sterrato che, proseguendo per alcune decine di metri, termina su un largo piazzale ove è presente una bella fontana; lasciata per un'attimo l'auto, è possibile visitare l'imbocco del cosiddetto "Buco di Napoleone", un primo tentativo di traforo voluto da casa Savoia (l'imperatore, quindi, non c'entra) nel secolo XVIII per evitare i perigli e le difficoltà che in quel tempo rendevano arduo il passaggio del colle nel periodo invernale: l'ampia imboccature introduce ad una gelida caverna, esposta a settentrione, da dove hanno origine alcuni cunicoli, mentre una targa commemorativa ricorda lo sforzo profuso nel tentativo di scavre il tunnel. Lasciato il nastro bituminoso poco prima del valico che divide le Alpi Liguri dalle Alpi Marittime, si raggiunge in un primo momento la linea spartiacque con un ampio e comodo sterrato facilmente percorribile in auto; Al colle di Tenda una sosta è invece consigliata per una passeggiata attorno al Fort Central (quota 1908 m.), il principale tra le fortificazioni costruite dai Savoia tra il 1880 ed il 1887, fortificazioni caratterizzate da severe caserme, camminamenti, profondi fossati, postazioni di artiglieria. Risaliti in auto, ahimè, occorre prepararsi a qualche disagio: trascurata la strada principale che scende immediatamente all'imbocco del tunnel dal lato francese con numerosissimi tornanti, dopo essersi spostati un poco ad est, si scende in  direzione di Valmasque, seguendo un'indicazione stradale che qui appare un po' fuori luogo: inizia a questo punto un lunghissimo tratto di carrareccia (circa 8 km) che taglia in costa i pendii erbosi della punta Bussaia. Si incontra quasi subito il Fort de la Marguerie (m.1842), che si delinea sullo sfondo del mont Chajol: il fondo stradale, sempre percorribile in auto, si fa intanto meno agevole a causa di un lastricato maldestramente realizzato con pietre di forma irregolare. Un interminabile tratto che si supera a passo d'uomo, interrotto occasionalmente da piccoli ed illusori lenzuoli d'asfalto che inducono erroneamente a ritenere prossima la fine della tormentosa carrareccia, conduce dapprima ad un alpeggio e quindi, dopo una breve salita ormai nel bosco di larici, improvvisamente alla Baisse de Peyrefique. Nell'ameno passo tra il vallon de Caramagne ed il vallon de Casterine s'impone una sosta: chi ama l'ozio potrà rilassarsi sulla vasta prateria mentre i più sportivi, resi inquieti dal desiderio di sperimentare gli splendidi itinerari escursionistici visibili a trecentosessantagradi, potranno acquietarsi con la soddisfazione addirittura della conquista di una vetta, seppur modesta. Un evidente tratturo, infatti, sale dal valico verso mezzogiorno tra le praterie a bistorta, in direzione di alcuni ruderi (casermette), per terminare presso un sito di volo libero che, per ironia della sorte, si affaccia sulla .... "valle della morte". Dalla piazzola inizia un bel sentiero che procede a lungo in parte in costa su pendii abbastanza ripidi ed in parte lungo una cresta percorribile agevolmente, tra praterie e roccette calcaree, cresta che si allunga in direzione del punto culminante sorretta da ripidi pendii. Si raggiunge infine la vetta, stretta e pronunciata, a quota 2293 m., superando circa 250 metri di dislivello: il panorama si fa ancora più ampio spaziando dal dolomitico Marguareis che, lontano ad oriente mostra il suo lato più dolce, al solco della valle Roya che si perde verso il mare, dal Bego e dai suoi valloni custodi di tesori preistorici alle cime più celebri delle Marittime; ben visibile verso settentrione, quasi nella sua intierezza, è il sistema di fortificazioni ottocentesche: il Fort de Jaure appare a sinistra alle falde della Rocca dell'Abisso, il Fort Pernante fa da anello di congiunzione con il Fort Central mentre il Fort Tabourde ed il Fort Pepin s'individuano sui rilievi che si innalzano oltre la depressione del Colle di Tenda. Dalla Baisse hanno origine anche altri interessanti itinerari escursionistici: è possibile ad esempio raggiungere il colle del Sabbione, oltre il quale ha inizio il Parco italiano delle Alpi Marittime e attraverso il quale si scende in valle Gesso, oppure è possibile salire ai Lacs de Peyrefique (laghi di Peirafica), incastonati in una conca che si apre sotto la cima della Rocca dell'Abisso. Tornati all'auto, il pensiero di ripercorrere a ritroso in salita l'ardua carrareccia terrorizza un po': meglio scendere verso il Roya! Si imbocca allora la carrareccia che scende in direzione del ponte di Valmasque, allo sbocco del vallone omonimo: la presenza di alcuni brevi tratti asfaltati conforta e presto, con percorso più agevole, si raggiunge il fondovalle, si oltrepassa Casterine, base per la visita alla valle delle Meraviglie e quindi, dopo avere goduto della vista del verde laghetto omonimo, si raggiunge S.Dalmas de Tende, Tende ed infine il traforo, tornando in val Vermenagna ed a Limone Piemonte.
 

Claudio  Trova