VALLE GESSO
LA FESTA DELLA SEGALE
a cura di Claudio Trova
INDICE
STORIA, CULTURA, ARTE
S.Anna di Valdieri: battitura della segale con il "cavaglia"  

Torna a SPECIALE VALLE GESSO

LA MANIFESTAZIONE
Ormai è tradizione che la seconda domenica di agosto il borgo di S. Anna di Valdieri sia in festa.
Musiche e balli sono tutte per lei, la segale, le cui robuste e slanciate spighe sono state per generazioni una delle principali risorse delle popolazioni montane.

COME ARRIVARE

La Festa della Segale si tiene in un'apposita zona attrezzata, proprio all'inizio di Sant'Anna di Valdieri.
Il caratteristico paesino, unico insediamento stabilmente abitato interamente compreso all'interno del Parco Naturale delle Alpi Marittime, si raggiunge comodamente in auto da Cuneo, attraverso Borgo San Dalmazzo e Valdieri.

 

spazio
LA PROTAGONISTA: LA SEGALE
Robusto cereale dalle spighe alte e slanciate, la segale è stata per molto tempo una delle principali produzioni agricole della valle Gesso e di molte altre vallate alpine, spesso in rotazione con la patata.
I chicchi fornivano farina per il pane, mentre la paglia veniva utilizzata per la copertura delle case (proprio all'estremità opposta del paese di Sant'Anna, poco oltre il ponte sul Rio Meris, è visibile ancora un tipico tetto di paglia).   La battitura avveniva sulle spianate dei cortili mediante un attrezzo assai curioso, il "cavaglia", costituito sostanzialmente da due bastoni (il "vargià" per battere ed il "manural" per impugnare l'attrezzo) tra loro legati da un ingegnoso snodo in cuoio.
L'impiego del "cavaglia" era assai efficace ma richiedeva una certa abilità.

LA FESTA

Momento centrale è la battitura della segale secondo le antiche modalità: ancor oggi sono soprattutto gli anziani a destreggiarsi con leggerezza con il "cavaglia".
Seguono balli e danze occitane, accompagnate dall'orchestrina dove non manca la gironda, strumento musicale il cui suono è componente emblematico della musica "d'Oc" : si ricordi che nelle vallate cuneesi, oltre al piemontese, si parla anche la lingua d'Oc, la lingua occitana, comune anche al sud della Francia (Provenza, Linguadoca) ed a una vallata dei Pirenei spagnoli.
Fanno contorno alle musiche numerose bancarelle, sulle quali sono esposti gustosi prodotti locali  e piemontesi in generale (formaggi, miele, paste di meliga, vini, etc).