VALLE PESIO
CERTOSA DI PESIO
(859 m.)

Claudio Trova
INDICE
STORIA, CULTURA, ARTE
il chiostro della Certosa di Pesio Salendo da Chiusa Pesio verso l'alta valle, si incontra la Certosa di Pesio, uno splendido complesso religioso dalle forme tardo-rinascimentali.

Il luogo si raggiunge comodamente in auto durante tutto l'anno.
Presso la Certosa è presente un bar-ristorante.
Durante l'inverno, una bella pista di fondo (pista del Marguareis) sale da S.Bartolomeo fino alla Certosa. 

spazio
UN
LUOGO MISTICO DALLE FORME TARDO-RINASCIMENTALI

La Certosa fu fondata nel 1173 da Ulderico da Casale, monaco dell'ordine dei Certosini.
Centro di vita culturale e spirituale per oltre seicento anni, la sua presenza condizionò ovviamente economicamente ma sorprendentemente anche dal punto di vista naturalistico la vita della vallata: si deve infatti all'attività dei monaci, oltre che alle condizioni climatiche favorevoli, la presenza della folta copertura forestale della valle del Pesio. La Certosa di Santa Maria iniziò tuttavia un periodo di grave decadenza a partire dal 1802 quando l'onda antireligiosa conseguente all'invasione napoleonica costrinse i Certosini a fuggire. Seguí un periodo di distruzioni e saccheggi; dopo la restaurazione delle monarchie europee, tra
cui quella sabauda, la Certosa conobbe nuovamente un periodo di prosperità: trasformata in stabilimento idroterapico, fu testimone di numerosi soggiorni dei Savoia e di personaggi illustri quali Cavour e Massimo
d'Azeglio. Dal 1934 l'edificio è ritornato alla sua primitiva funzione religiosa essendo oggi abitata dai Padri Missionari della Consolata di Torino. L'architettura dell'edificio religioso ha oggi perso le forme medioevali che dovettero caratterizzare la sua origine: più volte rimaneggiata a causa delle alterne vicende vissute, la Certosa ha oggi un aspetto tardo-rinascimentale. Di grande interesse è sicuramente il chiostro interno, dove una splendida succesione di colonnine romaniche chiude su tre lati il giardino interno, poggiando su una balaustra che accresce la sensazione di raccoglimento e sorreggendo un porticato con tipico tetto in lose; sul corridoio aperto su un lato verso l'ambiente esterno, un cortile spesso "invaso" dall'ambiente montano (come ben si comprende osservando le frequenti rappresentazioni in foto e dipinti nei quali la neve quasi occlude gli spazi aperti degli archi), si succedono le porte di quelle che furono le celle dei monaci, comunicanti con l'esterno anche attraverso le caratteristiche ruote attraverso le quali venivano
passate le vivande. Assai suggestiva è anche la loggia che si affaccia sull'ingresso principale della Certosa, con alcuni dipinti del Quattrocento ed uno splendido colpo d'ochhio sull'alta valle, e la chiesa dell'Assunta (risalente al sec. XVI), dal cui ingresso, curiosamente aperto su un balconcino affacciato sul torrente, si possono ancora osservare ancora alcune strutture legate al lavoro pratico di sostentamento alimentare dei monaci: nello spazio di pochi metri è racchiusa e messa in atto la regola "ora et labora". All'interno della Certosa trova oggi posto il Museo Naturalistico (e sarebbe il caso di dire Etnografico) missionario: sono infatti esposti numerosi oggetti raccolti dai missionari della Consolata in Amazzonia ed in Africa (oggetti
provenienti da tribù indigene) ed animali imbalsamati appartenenti al patrimonio naturale di quei paesi lontani.

da "La Piazza", mensile della provincia di Cuneo