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Il
monte Birrone rappresenta l'ultima evidente elevazione dello spartiacque
Maira-Varaita, preceduto a ovest dalla cima del Rastcias e seguito verso
oriente dalle digradanti sommità dei monti Cornet, Roccere e S.Bernardo,
tutte visibili dalla croce di vetta.
Facilmente individuabile dalla pianura
tra Cuneo e Dronero per la sua forma ben distinta dalle montagne
circostanti, il Birrone è una meta escursionistica di grande interesse
panoramico; la sua posizione relativamente isolata consente di ammirare
nelle giornate limpide l'intera pianura compresa tra Langhe, colline del
Po e Alpi, pianura nella quale non è difficile distinguere gli abitati di
Cuneo e Torino. Innumerevoli vette si individuano inoltre con facilità
dal punto culminante: mentre verso mezzogiorno le nevi perenni facilitano
il riconoscimento del Gelas accanto alle forme aspre dell'Argentera e del
monte Matto, verso occidente la visione del versante sud del Monviso si
impone su quella di cime dalle forme assai varie, ora aspre e tormentate
(come quella del Pelvo d'Elva), ora erbose e dolci come quelle del monte
Ricordone.
Quest'ultimo (detto Courdoun nella
parlata locale) incombe sull'abitato di Frassino (m. 750); la
caratteristica frazione posta nella media val Varaita, pochi chilometri a
valle di centri più famosi (come Sampeyre), è borgo di storia antica che
entrò a fare parte del Marchesato di Saluzzo nel 1172 prima di passare
definitivamente ai Savoia nel 1589. Conserva anche alcune vestigia
storiche di interesse quale il portale della chiesa di S.Stefano,
risalente al 1400.
Il Ricordone è purtroppo legato a
Frassino da una triste storia: infatti dai suoi ripidi pendii meridionali
il 19 gennaio 1885 si staccò una rovinosa valanga che distrusse tre
frazioni travolgendo 80 persone.
Anche il "Courdoun" è cima
isolata posta in posizione evidente lungo lo spartiacque tra la val
Varaita ed il vallone di Gilba, ben visibile anche dal Colle della Ciabra
(raggiungibile in auto su strada asfaltata) e dalla dorsale che, segnando
il confine con la valle Maira, sale appunto fino al Monte Birrone.
La vetta, seppure di altitudine modesta
(m. 1764), costituisce proprio per la sua posizione isolata un'eccellente
punto panoramico consentendo uno splendido colpo d'occhio sul solco
vallivo principale e su una parte del Monviso. Quando le condizioni
meteorologiche sono favorevoli, lo sguardo può inoltre spaziare dalle
Langhe al Monte Rosa, seguendo tutto l'arco alpino.
Purtroppo un incendio ha distrutto in
tempi non lontani una parte del bosco a monte di Puy, bosco attraverso il
quale si sviluppa il sentiero: effettuare l'escursione nel periodo
autunnale consente da una parte di godere di un clima più fresco (considerata
la quota relativamente modesta) e dall'altra di essere meno disturbati dal
danno ambientale provocato dall'incendio.
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La salita al Birrone: una lunga
camminata in cresta
Caratteristiche dell'escursione
Dislivello: 550 m. circa considerando la
perdita di quota al colle di Melle (75 metri circa all'andata e 75 al
ritorno)
Esposizione: cresta in pieno sole con
orientamento est-ovest
Difficoltà: E
Descrizione del percorso
Una carrozzabile recentemente asfaltata
consente di raggiungere senza difficoltà il colle della Ciabra (m. 1723),
sullo spartiacque Maira-Varaita, dove si parcheggia l'auto.
Si prende quindi a salire tra radi
larici lungo un tratturo che si inerpica in direzione ovest, seguendo la
linea spartiacque, lasciando alla propria sinistra la strada sterrata che
si sviluppa sul versante sud della montagna; in breve per praterie si
raggiunge il monte della Ciabra (m. 1824), superato il quale, con pendenza
minore, il sentiero conduce al monte Cornet (m. 1939): dalla cima, che
può rappresentare la meta di una breve escursione, appaiono sia il
Monviso che la vetta del Birrone.
Dalla sommità prativa del Cornet il
sentiero scende perdendo circa 75 metri di quota fino al colle di Melle
(m. 1873); in prossimità di una stele commemorativa, si incrocia un
sentiero che sale dalla valle Maira: questo, contrassegnato da un
cerchietto rosso, accompagnerà il camminatore fino ai 2131 m. del Birrone.
Si sale infatti lungo un crestone erboso
superando un primo risalto; dopo un breve tratto quasi pianeggiante, si
affronta un secondo risalto: a quota 2010 m. circa si incontra una
scultura (un uomo che sorregge una donna) e subito dopo una breve ma
ripida rampa al termine della quale si trova un ripiano.
Si supera infine un terzo ed ultimo
risalto raggiungendo la croce metallica che individua la vetta (m. 2131).
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La salita al Ricordone, balcone
sull'alta Val Varaita
Caratteristiche dell'escursione
Dislivello: 700 m. circa
Esposizione: Sud e Sud-Ovest
Difficoltà: E (escursionismo)
Descrizione del percorso
Dopo avere raggiunto la frazione Puy (m.1090) con
l'auto (la carrozzabile termina all'inizio della piccola frazione con un
piazzale dalle dimensioni molto modeste), si segue un viottolo evidenziato
con segni rossi fino a raggiungere una fontanella posta proprio davanti ad
una chiesetta.
Si lasciano entrambe sulla sinistra imboccando
l'evidente sentiero sulla destra che sale con decisione in un bosco di
querce e faggi: questo ben presto assume un aspetto meno piacevole essendo
stato, come già detto, gravemente danneggiato da un incendio in tempi non
lontani.
Dopo 45 minuti circa di cammino si raggiunge la
frazione Culet (colletto, quota 1369 m. circa) dove si incontrano alcune
caratteristiche baite (in parte ristrutturate) ed una madonnina: già da
questa frazione il panorama si fa più aperto sul solco vallivo principale.
Si risale quindi verso un bosco di larici
raggiungendo con evidente sentiero lo spartiacque con il vallone di Gilba:
questa parte dell'itinerario si svolge tra betulle e ginepri su vasti
pendii erbosi.
Si segue quindi l'ampia costa, lasciando a sinistra
il sentiero che conduce al Passo di Malaura e puntando con decisione verso
una grossa ed evidente croce; questa non costituisce la vera e propria
sommità del Ricordone: essa è stata posta nell'agosto del 1985 dagli
abitanti di Frassino a ricordo dell'aiuto ricevuto da parte degli alpini e
dagli abitanti di altre frazioni della valle un secolo prima quando la
rovinosa valanga portò gravi distruzioni a fondovalle.
Lasciata la croce, risalendo un pendio solo
leggermente inclinato ed innalzandosi ancora di pochi metri, si raggiunge
un ometto di pietre, alto circa un metro e mezzo, posto sulla cima
arrotondata.
Claudio Trova
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